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Strategia media: think global!

21 agosto 2013 Relazioni Pubbliche 0 Scritto da admin

Sempre più in contatto con i media

L’uso dei canali media (Tv, radio, web, stampa, cinema) e di quelli multimediali (musica, videogame, clip, telefonia mobile e fissa) cresce ogni giorno di più. “Media in Life”, una ricerca sviluppata da Mediametrie [1] su questo tema, arriva alla conclusione che gli individui “organizzano le loro abitudini di fruizione in modo complementare durante l’arco della giornata, a seconda delle loro attività, del luogo in cui si trovano e delle persone con cui vengono a contatto”.

In termini di comunicazione e marketing la pluralità dei punti di contatto è un’opportunità fantastica per i brand!

Révolution Média

Come si vince in questo gioco? Che importanza deve assegnare un brand alla comunicazione digitale? Alla pubblicità in tv o sulla stampa? Alle sponsorizzazioni? Alle promozioni? Alle PR? Al mobile?

La Global media strategy, una rivoluzione continua

Di fronte alla problematica dei punti di contatto (Tv, periodici, pubblicità, social network, amici, influencer…) non ci sono risposte univoche. Ma in un paesaggio mediatico fiorente, guidato dal digitale e dall’enterteinment è imprescindibile una strategia di comunicazione integrata al 100%: online e offline.

E’ ovvio poi che l’influenza del web 2.0 e del comportamento dei “consumattori” sull’immagine del brand è molto grande e fornisce loro un potere considerevole e diversi mezzi per esercitarlo. Il web 2.0 però non è lo scopo: è un mezzo. Una strategia mediatica non dovrebbe ridursi al social web, sarebbe come limitarsi a esplorare solo la parte emersa di un iceberg. Anziché restare isolati nel cyberspazio, le attività 2.0 dovrebbero essere parte di una strategia mediatica a tutto tondo.

Ciò implica un approccio multidisciplinare (media planning, media relations, community management, monitoraggio, analisi…) e una vision comune di marketing, comunicazione e PR. Bisogna insomma costruire una strategia in funzione di una visione olistica del consumatore, e infine misurare e analizzare, ogni giorno. L’animazione di una fanpage non è quindi una strategia mediatica di per sé… si tratta di una strategia di animazione: nulla di meno ma anche nulla di più. D’altro canto essere in grado di comunicare e collaborare attraverso tutti i punti di contatto significativi, e di misurare l’efficacia delle nostre azioni ad ogni passaggio non è la chiave del successo?

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